Dal 16 Giugno al 15 Settembre tornano gli appuntamenti musicali alla Campana con l'apertura serale.

La musica si fa insieme, come la pace. Per questo cori e bande possono essere considerati dei veri e propri laboratori, sia artistici che sociali. In Trentino, in particolare, questi ensemble,  risultato di una lunga tradizione di attenzione all'arte dei suoni, rappresentano il veicolo attraverso il quale vengono tramandati sia i brani del passato, sia un modo di stare assieme. Dei laboratori nei quali creare rapporti duraturi, costruendo il substrato sociale e culturale necessario per la pace.

Per questo la Fondazione Opera Campana dei Caduti, quest'anno ha deciso di dedicare la programmazione dei suoi “Venerdì alla Campana” ai cori scegliendo però di aprire con un gruppo strumentale: la Banda di Pomarolo. Un gruppo scelto anche per omaggiare una storia che risale al giorno di capodanno del 1887, quando venne eseguita la prima marcia. Le bande, si sa, suonano camminando, e da allora di strada quella di Pomarolo ne ha fatta parecchia. Dall'anno del centenario della fondazione la bacchetta è passata nelle mani del maestro attuale, Stefano Matuzzi, che sul Colle il 16 giugno aprirà la rassegna di concerti proponendo il frutto dello studio e della dedizione di musicisti che fanno di questo ensemble un punto di riferimento non solo del loro suonare uno accanto all'altro,  ma anche del loro fare comunità.

Il 30 giugno sarà la volta del Coro Maddalene che proporrà un programma interamente incentrato sul tema della pace, integrato da riflessioni sui valori europeisti che appaiono di particolare attualità in questo momento in cui spesso le pulsioni individualistiche rischiano di prevalere sui bisogni e le necessità della società nel suo insieme.  Questo momento corale riserverà anche un ricordo di padre Eusebio Iori, reggente della Campana dei Caduti per 26 anni dal 18 maggio del 1953  fino alla morte, che era nato a Revò, nella Valle di Non, proprio i luoghi dai quali proviene il Coro Maddalene. “Che i nostri canti trasportati dal vento, dal Colle Miravalle di Rovereto possano con la loro sonorità  al fianco dei rintocchi solenni di Maria Dolens, portare ovunque nel mondo un messaggio di pace, dialogo politico, religioso, o più semplicemente umano”, ha detto il direttore del Coro, Michele Flaim.
Assieme al Coro si esibirà la Filodrammatica "La Marianela" di Romallo e agli alunni-attori della Scuola media di Revò, regia di Giulio Visintainer.

Il 28 di luglio si terrà il concerto del Coro Dolomiti che proporrà una scelta di canti tradizionali.

Il “Coro Dolomiti di Trento” fu fondato nel 1949 dal professor Aldo Lunelli, che con gran tenacia riuscì ad amalgamare un gruppo di giovani appassionati del canto corale.
I canti tradizionali della montagna costituiscono le prime esecuzioni pubbliche, ma con il passare del tempo, s’arrivò ad un gusto interpretativo personale e un scelta del repertorio, che riscosse immediatamente l’interesse della critica e soprattutto del pubblico.
In più di sessant’anni di attività il “Dolomiti” ha eseguito oltre 1600 concerti in Italia e in Europa, alcuni dei quali vere e proprie gemme nell’attività del coro.Meritano di essere particolarmente menzionati per la loro importanza quelli eseguiti nella Gran Sala del Deutsches Musem di Monaco, nella Philarmonie di Berlino, nel Mozarteum di Salisburgo, nel Burgtheater di Vienna, nel Teatro Reina Victoria di San Sebastian, l’esibizione in Piazza S. Pietro a Roma alla presenza di Papa Giovanni Paolo II, in Quirinale davanti all’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e a Montecitorio in occasione del “Concerto di Natale”.
Numerosi gli impegni in concerti, rassegne e partecipazioni in Italia, nel Trentino e Trento città. Da segnalare un’importante trasferta a Lima in Perù (anno 2005) per la partecipazione al “1° Festival Internacional de Coros”. Nella stessa occasione i coristi hanno raggiunto la famosa città degli Inca del Machu Picchu (Vecchia Montagna).

 

Si tornerà sul Colle il 25 agosto, con Sing de Glory, un concerto che è anche uno spettacolo fatto di luci e  colori che avvolgono i corpi in movimento.  In programma spiritual e gospel, due generi che si muovono su un terreno comune, ma si differenziano nello stile. Mentre gli spiritual sono canti nati nell'1800 dagli schiavi afroamericani in cui si trovano riferimenti a figure bibliche che simboleggiano il desiderio di libertà e il passaggio alla vita eterna, i gospel sono inni religiosi nati negli anni ’30 e hanno origine nella cultura protestante, con una formula basata su un predicatore che canta esortando i fedeli nella risposta improvvisata. Anche per questo il Coro Sing the Glory offre uno spettacolo che chiede agli spettatori un coinvolgimento diretto.

La rassegna si conclude il 15 settembre con il  Minicoro di Rovereto, ospite fisso sotto la Campana, con un concerto che chiude l'estate e apre l'anno scolastico, simboleggiando la continuità di un impegno a lavorare per la pace che non si interrompe in nessuna circostanza. Un impegno fatto di passione e professionalità, come quello dei fondatori del Minicoro, che dal 1987, sotto la guida del maestro Gianpaolo Daicampi. ha prodotto oltre 500 concerti, tenuti in Trentino, in Italia e all’estero.

La rassegna dei “Venerdì alla Campana”, quindi, anche quest'anno garantisce continuità alla programmazione artistica della Fondazione che da anni inventa formule sempre nuove per veicolare attraverso l'arte un'idea dinamica di pace fatta di lavoro quotidiano sul territorio e nelle istituzioni internazionali come le Nazioni Unite e il Consiglio d'Europa.

 

Articolo a cura di Marcello Filotei