Era il 24 maggio 1925, decimo anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia.


La Campana era partita da Trento il giorno precedente ed a sera giunse a Rovereto rimanendo alle porte della città per poter fare il suo ingresso trionfale il mattino successivo. Don Rossaro , nel suo diario, ne descrisse efficacemente il trionfale viaggio attraverso i paesi della Valle dell’Adige fino a Rovereto:”23 maggio: La Campana è a Trento. Viene portata davanti al monumento a Dante, coperta d’un tricolore. La Campana parte alle 1.30 tra lo sparo del cannone e il suono delle campane… L’accompagna un’immensa folla …”[una folla di mutilati e invalidi riuniti a Trento per un loro convegno e di semplici cittadini. A Matterello vi fu una grande accoglienza, era stato eretto un arco di trionfo, adorno di bandiere e l’intera borgata con le autorità locali era presente a salutarne il passaggio].

«Il pomeriggio per la Valle è un trionfo continuato.

  • Calliano: pioviggina. Immenso gettito di fiori. Dalla finestra una vecchietta grida: “Adess moro contenta!”
  • Castel Pietra: omaggio della vecchia Dama che, malata, si fa portare sulla seggiola alla Campana, tra le sue castellane, e vi depone un mazzo di fiori.
  • Tutta Nomi e Pomarolo sono sulla strada maestra.
  • Volano: vi giunge alle 5. Pioggia dirotta. Folla e accoglienza commovente.
  • S.Ilario: accoglienza all’ Istituto .
  • Alle 6 giunge a Rovereto. Si ferma davanti al Convento di S. Rocco, ove è vegliata tutta la notte dai Padri.
  • Da Milano giunge, in autocarro, il quadro di Carla Della Beffa.
  • Tutta la sera, fino a notte tarda, la Campana è visitata dalla cittadinanza.
  • Giunge la famiglia Della Beffa, festosamente accolta da tutti […]
  • La Campana, coronata di fiori, attende l’alba…»