Scorrendo velocemente in avanti, nella storia di Maria Dolens, va registrato che il 2 novembre del 1951 don Rossaro lesse per l’ultima volta il suo consueto discorso radiofonico prima dei rintocchi della Campana. Egli infatti morì il 4 gennaio 1952, all’età di sessantotto anni, dopo una malattia che lo aveva colpito alcuni mesi prima, lasciando la sua preziosa eredità morale, ed una traccia profonda alla città di Rovereto, che gli tributò solenni funerali. Le note del suo diario terminano alla data del 14 novembre 1951, con la notizia della morte del principe Chigi Albani della Rovere Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta. E’ una nota velata di profonda tristezza, e quasi un presagio. Con quest’ultima, triste, notizia don Rossaro non scrive più nell’Albo della Campan, forse presentendo della sua imminente dipartita da questo mondo, che avverrà infatti di lì a poco. Qualche mese più tardi, nel maggio del 1952, venne pubblicato postumo a cura delle Edizioni Ciarrocca di Milano il suo libro dedicato alla Campana.

L’Albo Storico della Campana dei Caduti, il diario di don Rossaro che fin qui ci ha guidati, è il ritratto, a volte fedele, a volte ripensato, di una lunga vicenda storica e umana, che lo ha visto impegnato come in una missione davvero divina. Ciò che ne emerge è comunque il fatto che la Campana dei Caduti è sempre rimasta il suo unico scopo di vita, sopra a tutto e tutti, e che per la Campana don Rossaro ha lottato ed “inghiottito” di tutto. Ciò che ha fatto, ovvero tutte le sue scelte, e che oggi mutati i tempi (sia politici che sociali) può a volte anche essere giudicato con superficiale severità, non è mai stato finalizzato a sé, ma bensì, solo ed unicamente alla cura della sua “creatura”: La Campana dei Caduti.


LA STORIA CONTINUA

A successore di don Rossaro, quale Reggente dell’Opera Campana dei Caduti, fu chiamato dal Comune di Rovereto padre Renato Eusebio Jori, cappuccino e cappellano militare presso la Legione della Guardia di Finanza di Trento, che ne assunse l’incarico il 15 maggio 1953.

Nel frattempo la Campana, a causa della rottura del battaglio, era silenziosa ormai da qualche tempo, e il 5 agosto 1953, a soli tre mesi dal suo insediamento, il nuovo Reggente ebbe la gioia di benedire il nuovo battaglio e di restituire così al “sacro bronzo” la sua voce. Il vecchio artistico battaglio fu definitivamente sistemato nella sala della Campana, dove già era rimasto anche durante il periodo della rifusione. Il 4 novembre 1953 la radio, sul programma nazionale della R.A.I. (che nel dopoguerra aveva sostituito la “vecchia”EIAR) ne diffuse nuovamente i rintocchi, seguiti da un commosso messaggio di padre Jori, che per la prima volta si trovava a sostituire la voce familiare di don Rossaro.