GLI ULTIMI TRENT’ANNI L’8 settembre di quel 1968 carico di polemiche, all’età di 92 anni moriva anche lo scultore Stefano Zuech, l’autore dei pregevoli bassorilievi che ornavano la parte esterna della prima Campana, poi ripresi nelle successive fusioni. Ricorreva ancora in quell’anno il cinquantesimo anniversario della fine della prima guerra mondiale, e per l’occasione venne inciso un disco a 45 giri riproducente i rintocchi del sacro bronzo.

Il 2 novembre, 50° anniversario, si diceva allora, “della Vittoria”, si svolse una solenne cerimonia all’Ossario e alla Campana. Alle celebrazioni di Trento partecipò anche il Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, che in un primo momento sembrava dovesse venire anche a Rovereto. Fu annunciata invece la partecipazione del Presidente del Consiglio, Giovanni Leone: infine ci si dovette “accontentare” del ministro roveretano della Marina Mercantile, Giovanni Spagnolli, che presenziò alla commemorazione ufficiale sotto un cielo plumbeo ed una pioggia a tratti insistente che in parte ostacolò la massiccia presenza dei cittadini alle cerimonie. Il 4 novembre, il telegiornale RAI delle 20.30 trasmise in diretta televisiva il suono di Maria Dolens, accogliendo in questo modo una proposta avanzata sulla stampa da un ex tenente dei bombardieri in congedo, Giuseppe Ferrari di Mondovì , compagno di batteria di Damiano Chiesa. A lui dunque l’onore di premere il pulsante per dare avvio al suono della Campana in quella storica serata.


ROVERETO CITTA’ DELLA PACE

Nel dicembre 1970, mentre si era da poco avviato il lungo iter giudiziario, il Consiglio dei Ministri approvò un disegno di legge con il quale si disponeva un contributo di duecento milioni di lire all’ Opera Campana dei Caduti, per la sistemazione definitiva della Campana secondo il progetto elaborato a suo tempo (1964) dall’arch. Luciano Baldessari, e cinquanta milioni per i lavori più urgenti di sistemazione del castello a favore del Comune di Rovereto proprietario dell’immobile dove ha sede il Museo della Guerra. Il provvedimento fu poi ratificato dalle Camere e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 agosto 1971. L’assegnazione di tali contributi e la loro suddivisione fra i due Enti, contribuirono a rinfocolare le polemiche, ma soprattutto la vertenza giudiziaria in atto bloccò di fatto ogni iniziativa, costringendo all’accantonamento del progetto Baldessari. Durante l’Anno Santo del 1975 la Reggenza organizzò la

“Giornata internazionale di ricordo per tutti i Caduti”

con un pellegrinaggio al quale parteciparono gli ambasciatori di circa quaranta nazioni e gli esponenti di una ventina di confessioni e denominazioni religiose, che ebbe il suo culmine ai piedi di Maria Dolens, il 14 settembre, con il toccante rito ecumenico, cattolico, greco-ortodosso, evangelico, luterano, ebraico, musulmano, buddista. Da Rovereto, il pellegrinaggio toccò poi Trento, e quindi Assisi, per concludersi a Roma, con un’udienza speciale da papa Paolo VI e dal presidente della Repubblica, Giovanni Leone. L’avvenimento fu di grande portata e la sua risonanza diede un contributo all’ideale di pace di rispetto dell’uomo e di unione di tutti i popoli del mondo, al di sopra delle ideologie e delle diverse religioni, che la Campana quale simbolo di pace intendeva diffondere, attraverso l’operato di padre Jori e dell’intera Reggenza.


LA CAMPANA PROMUOVE LA PACE

In quegli anni Maria Dolens fu mèta continua di moltissimi visitatori, con punte massime di oltre centomila persone l’anno. Ai suoi piedi si radunavano i gruppi più eterogenei: dai radioamatori, ai motoradunisti, ai partecipanti alla “Marcia delle Nazioni” del luglio 1980, fino al 7° raduno europeo dei reduci di guerra, tenutosi dal 15 al 17 maggio 1981, che aveva visto a Rovereto la presenza di circa diecimila

ex combattenti, provenienti da tutta Europa, che, avversari nella guerra, si ritrovavano uniti sotto il sacro bronzo nel segno della pace, con il motto: “ se vuoi la pace, prepara la pace “.

Anche l’on. Enrico Berlinguer, segretario del partito comunista italiano, salì al colle di Miravalle per rendere omaggio alla Campana dei Caduti: era il 5 novembre del 1983.