IL NUOVO REGGENTE

Archiviata la disputa presso le aule dei tribunali, la Reggenza si preparava ad affrontare il “nuovo corso” dopo 5 anni di presidenza provvisoria da parte del vice-reggente dott. Renzo Gasperi. Il 20 febbraio 1984 venne nominato quale terzo “reggente,” il dott. Pietro Monti, già sindaco di Rovereto dal 1978 al 1983. Spettava dunque a lui continuare il cammino intrapreso da don Rossaro e da padre Jori, guardando al futuro con la volontà di realizzare la sistemazione definitiva della Campana sul colle di Miravalle, valorizzandone il significato simbolico e contemporaneamente perseguendo l’obiettivo “dell’educazione della pace” stimolandone la riflessione e la diffusione del suo concetto nell’accezione più ampia del termine, attraverso l’organizzazione di appuntamenti internazionali anche di alto profilo, creando occasioni di crescita del dialogo pacifista: tra persone, gruppi, etnie e religioni, e costruendo in questo modo le basi per proiettare ed estendere sempre più nel “ mondo globale “ del terzo millennio la politica della pace. In quell’anno 1984 ricorreva anche il sessantesimo anniversario della fusione del primo bronzo ed il ventesimo della terza fusione. Allo stesso tempo si voleva ricordare anche il centenario della nascita di don Rossaro, caduto l’anno precedente.


RIFLESSIONI SULLA PACE

Venne perciò organizzato dalla Reggenza un grande convegno dal titolo “Riflessioni sulla Pace,” che si tenne presso il Teatro Zandonai il 22 settembre, al quale intervennero l’allora ministro degli Interni Oscar Luigi Scalfaro, il fisico nucleare Antonino Zichichi, L’ambasciatore del Senegal Henry A. Senghor e il vescovo di Loreto mons. Loris Capovilla, già segretario di papa Giovanni XXIII . Ciascuno affrontò l’argomento dal proprio punto di vista, ma in un’ottica mondiale, rilanciando quel messaggio di pace lasciato in eredità da don Rossaro e quotidianamente ribadito dal “sacro bronzo.” A sottolineare ancor più l’importanza di tale avvenimento, in occasione della celebrazione ecumenica del pomeriggio presso la Campana, intervenne, assieme a 40 rappresentanze diplomatiche, anche il presidente della Repubblica Sandro Pertini, il primo presidente che rese omaggio a Maria Dolens. E fu un avvenimento di quelli che non passarono sotto silenzio. Da parte sua, l’on. Scalfaro concluse la giornata roveretana dedicata alle riflessioni sulla pace dicendo:«…non vi è alcuno dei presenti o dei lontani, alcun uomo al mondo, che udendo con i timpani del corpo o con quelli del cuore l’ eco di questo rintocco possa dire:” Non è per me”. “Maria Dolens”, suona la sofferenze delle mamme di ogni colore e di ogni patria, il canto, la speranza, la preghiera delle madri di tutto il mondo:

che non si ripetano le tragedie! Suona l’ angoscia di chi ha ancora le tragedie vive e non le vede terminare! Che la Campana, con la voce di milioni di morti non suoni invano per tutto il mondo! Che la Campana, sintesi della sofferenza di tanta umanità, non suoni invano per noi, non suoni invano per me! […] è preghiera, è invocazione, è, soprattutto , impegno di pace!».

Si può dire che questo avvenimento rappresentò idealmente una svolta per l’attività della Reggenza, una sorta di “nuovo corso” che porterà a considerare il messaggio della Campana in modo diverso, più attualizzato rispetto ai tempi, e in un ottica di rinnovata consapevolezza che parlare di Pace significa anche e soprattutto parlare di giustizia e di solidarietà. Per l’occasione fu realizzato un video sull’attuale Campana e presentato un nuovo disco, titolato e fecero una Campana, con musica del roveretano Alessandro Raffaelli e parole di Vito Pallavicini, che la calda voce di Arnoldo Foà rese altamente emozionanti. Rovereto ribadì in tal modo la sua aspirazione a divenire “Città della Pace” e con essa la Campana il suo simbolo.

L’intento della Fondazione Opera Campana dei Caduti fu quello di avviare una riflessione sui temi della Pace, educando ad essa attraverso l’economia, la politica, il diritto, l’arte, la comunicazione, le scienze, e le religioni, in un quadro internazionale all’interno del quale fosse e sia possibile delineare concretamente il problema della Pace nelle sue varie componenti.

Alla giornata di riflessioni e alla visita del presidente Pertini fece seguito, il 5 ottobre 1984, una “marcia per la pace” con una fiaccolata che attraverso le vie di Rovereto giunse fino alla Campana, cui presero parte i partecipanti al “Terzo Incontro Ecumenico Europeo” radunatosi a Riva del Garda dal 3 al 7 ottobre, nell’ambito di un incontro interconfessionale destinato a rappresentare un appuntamento di rilievo nel processo di riavvicinamento delle Chiese cristiane d’Europa, dopo quelli precedenti tenutisi in Francia nel 1978 e in Danimarca nel 1981. L’appuntamento ai piedi di Maria Dolens, e quello sotto al “crocifisso del Concilio” nel duomo di Trento, hanno rappresentato i momenti più significativi di un dialogo di fratellanza, unità e pace nella speranza evangelica. Nel corso degli anni Ottanta la Campana si impose sempre più a livello internazionale con la forza del suo messaggio di pace, radunando attorno a sé tutti coloro che questo messaggio intendevano raccogliere e rilanciare. .


MUSICA PER MARIA DOLENS

Ecco quindi nell’Anno Internazionale della Pace, l’adunata degli alpini del nord Italia, l’8 giugno 1986, svoltasi alla presenza del ministro della Difesa on. Giovanni Spadolini in occasione del 70° anniversario dell’uccisione di Cesare Battisti, Damiano Chiesa e Fabio Filzi, quale prologo alla grande adunata nazionale di Trento dell’anno successivo. Ed ancora, nell’ambito della “Gionata per la Pace” tenutasi il 27 agosto 1986 con la partecipazione ufficiale di una delegazione dell’Unesco, il concerto di spirituals sul colle di Miravalle della cantante di colore sudafricana Miriam Makeba, a sancirne la valenza internazionale.

Il 1986 si chiuse con la sfortunata spedizione alpinistica “Città di Rovereto,” composta da alcuni alpinisti della S.A.T. locale, sul Cerro Torre, in Patagonia. Sulla cima, a 3128 metri, doveva essere issata una riproduzione della Campana, ma la montagna respinse gli alpinisti roveretani. La spedizione, però, non si diede per vinta e due anni più tardi, nell’ottobre del 1988, Maria Dolens raggiunse finalmente la sommità grazie a due scalatori roveretani: Maurizio Giordani e Rosanna Manfrini. Anche il 1987 fu caratterizzato da una serie di importanti appuntamenti di grande respiro internazionale e come ebbe modo di spigare il reggente Pietro Monti, in un’intervista di allora, si trattava di “iniziative che trovano nella Campana il punto d’unione ideale di idee diverse tese alla ricerca di un unico dialogo.” Con questo spirito venne organizzato il 14 e 15 marzo il convegno per “I diritti dei popoli” (per uscire dalla logica guerra terrorismo), dal quale scaturì una sorta di “Carta della pace”. Avvenimento centrale di quell’anno fu però l’assemblea europea della “conferenza mondiale delle religioni”, convocata a Rovereto dall’1 al 3 maggio, alla quale parteciparono centodieci delegati in rappresentanza di sedici paesi e di sette religioni. Il momento conclusivo dell’assemblea europea, che aveva come tema “Osare il dialogo” (superare la paura e la violenza attraverso il dialogo e la fiducia vicendevole), si svolse con la preghiera ecumenica nel piazzale della Campana che, con i suoi rintocchi, chiuse ufficialmente l’importante assise. Nel corso della precedente serata un altro rilevante avvenimento interessò la città con il “Concerto per l’Unicef” svoltosi al teatro Zandonai al quale intervennero alcuni promettenti giovani talenti, come il giovanissimo violinista Stefan Milenkovic, di nove anni, il quindicenne pianista venezuelano Sergio Daniel Tiempo e l’orchestra dei Solisti veneti. La presenza, in qualità di ospiti d’onore, dei delegati al convegno sottolineò il significato del messaggio umano ed universale che l’appuntamento musicale intendeva trasmettere. Anche la 60ª edizione dell’adunata nazionale degli alpini, a Trento, interessò la nostra città con alcune cerimonie nei luoghi simbolo della memoria della guerra e del ricordo dei Caduti, quali l’Ossario e, appunto, la Campana. Accanto a questi significativi avvenimenti si colloca tutta una serie di appuntamenti sportivi, culturali e religiosi, che hanno fatto della visita a Maria Dolens il momento più qualificato dei loro appuntamenti. Si tratta dunque di eventi certo non meno importanti per il significato che essi rivestono, proprio perchè hanno ripetutamente mantenuto vivo l’interesse per la Campana.