Alle ore 20 della sera del 3 novembre 1965 la Campana giunse al piazzale della stazione ferroviaria dove moltissime persone l’ attendevano da alcune ore. Risalì quindi tutto il corso Rosmini, attorniata e accompagnata dalle autorità cittadine e da una folla strabocchevole, stimata in quindicimila persone, fermandosi infine in quella stessa piazza che già due volte la accolse fresca di fusione.

Là fu posta fra quattro grandi bracieri accesi, “vicina” al busto di don Rossaro, e quindi ebbe luogo la solenne cerimonia di benvenuto. Era dunque la terza volta, nell’arco di cinquant’anni, che la Campana sostava in piazza Rosmini per ricevere il tributo della gente che era accorsa numerosa, nonostante i tempi nuovi ed il mutato clima storico. Infatti, questa l’ufficialità non era più composta da rappresentanti della real casa, oppure da gerarchi del regime, ma da ministri e sindaci della repubblica, dai membri della nuova reggenza, dai governatori dei Lions Club d’Italia, grazie al cui apporto fu possibile rifondere Maria Dolens, e da numerose altre autorità. Il saluto alla Campana fu dato dal sindaco cav. Benedetti, che si fece interprete dei sentimenti e dell’entusiasmo dell’intera città per il ritorno tanto atteso del sacro bronzo. Seguirono gli interventi di padre Jori, il principale artefice della rifusione e del Governatore dei Lions Club. Conclusero la cerimonia di benvenuto l’Inno alla Patria di Riccardo Zandonai, intonato dalla banda cittadina e quello alla Campana cantato da trecento bambini delle scuole elementari che furono diretti, per singolare coincidenza, proprio dal prof. Bruno Meneghelli. Egli infatti da ragazzino, in quella stessa piazza in occasione del battesimo della prima Campana, nel 1925 era stato scelto per porgere alla regina madre il saluto di tutti i bambini della città, e dunque, caso quasi unico, per la seconda volta nella sua vita si trovava di fronte a Maria Dolens in forma ufficiale. Per tutto il giorno seguente la Campana rimase in piazza Rosmini a farsi ammirare e, nonostante la giornata piovosa, migliaia di persone, roveretane e delle città vicine, vollero vederla e “toccarla” da vicino.

Grande successo ebbe tra i più giovani, i bambini soprattutto, per i quali si trattò di un fatto eccezionale che rimase per sempre impresso nella loro memoria, come appunto per gli autori che quei giorni vissero e ricordano con intensità ed emozione.

La sera del 10 aprile 1966, alle ore 21, in coincidenza con la domenica di Pasqua, la Campana diffuse per la prima volta i suoi solenni rintocchi alla presenza di circa 2.000 persone. Dopo 6 anni, riudire il suono di Maria Dolens suscitò una grande emozione tra i presenti. Oltretutto si trattava di un suono perfetto, come scrissero poi i giornali. Il suono “ufficiale” era stato preceduto, alcuni giorni prima, dal collaudo effettuato da una commissione tecnica, per controllare sia la conformità dei lavori che il “timbro” sonoro della Campana. Fu in quell’occasione, in realtà, che i rintocchi di Maria Dolens vennero uditi per la prima volta in tutta la vallata. Per l’inaugurazione ufficiale fu scelto il 28 maggio di quell’anno, in concomitanza con il cinquantesimo anniversario dell’uccisione di Damiano Chiesa (17 maggio 1916), Cesare Battisti e Fabio Filzi (12 luglio 1916) avvenuta durante la prima guerra mondiale nella fossa del castello del Buonconsiglio di Trento.

Fu così indetta la “Giornata del Ricordo”,

che riprendeva in un certo senso i tradizionali incontri “del Gloria internazionale della Campana”, dedicata alla memoria delle vittime di tutte le guerre. Erano presenti sulla spianata di Miravalle non meno di diecimila ex combattenti provenienti da numerose nazioni i quali parteciparono, assieme ad oltre venti delegazioni delle ambasciate estere accreditate presso il Quirinale, al rito ecumenico: evangelico, ortodosso ebraico e cattolico, che si svolse ai piedi della Campana nel superamento di nazionalità, lingua, costume, fede politica o religiosa. Al primo rintocco nitido e profondo, un’applauso irrefrenabile coinvolse tutti i presenti. Il Governo italiano venne rappresentato dal ministro delle Poste Giovanni Spagnolli e dal sottosegretario alla difesa sen. Natale Santero. Il giorno successivo, 29 maggio, le cerimonie continuarono all’Ossario di Castel Dante e furono aperte dalla benedizione, nell’atrio della stazione dei treni, di una lapide riproducente la sagoma della Campana, dedicata oltre che ai patrioti Filzi e Chiesa anche ai molti ferrovieri caduti durante i conflitti bellici.